Ex An e contorni: un'altra casa svenduta
Una casa nella romana Piazza Mignanelli, a un passo da Piazza di Spagna, di proprietà della ex Fiamma, poi Alleanza sportiva italiana (costola di Alleanza nazionale presieduta dal finiano Barbaro, oggi in Futuro e Libertà) è stata venduta a prezzo di favore. A chi? A Martina, figlia del finiano Vincenzo Zaccheo ex deputato di An, ex sindaco di Latina e ora aderente a Futuro e Libertà. Il costo? 515 mila euro per 3,5 vani catastali. La vendita a Martina Zaccheo porta la data del 30 dicembre 2005, ed è stata depositata insieme alla documentazione firmata di fronte al notaio Paolo Becchetti di Civitavecchia all'Agenzia del Territorio in data 4 gennaio 2006.
Ma ci sono dei particolari molto interessanti e ce li svela Franco Bechis su Libero. Per esempio, nell'organigramma del venditore, l'Alleanza sportiva italiana, figurava anche un segretario amministrativo dal cognome non equivoco: Carlo Alberto Zaccheo. Non si tratta di omonimia: è il fratello di Vincenzo, nonché zio di Martina, l'ac - quirente della casa. C'è un particolare in più che rende ancora più singolare la vicenda. Al momento della vendita la casa era dell'associazione sportiva contigua al partito. Essa era stata comprata da appena otto giorni dalla Scip, la società che cartolarizzava per conto del Ministero dell'Economia gli immobili di proprietà degli enti previdenziali. L'associazione sportiva aveva la sede in quell'appartamento, e da anni pagava l'affitto. Grazie a questa condizione aveva sia il diritto di prelazione che il vantaggio di godere di un sostanzioso sconto sul prezzo base d'asta. Normalmente quella base era già bassa, perché poi durante l'asta arrivavano offerte al rialzo e per un immobile di prestigio in quella po sizione facilmente la Scip avrebbe avuto la fila dietro la porta.
Con il diritto di prelazione esercitato l'asta naturalmente non si è fatta. E l'inquilino ha strappato il suo affarone. Solo per otto giorni. Perché poi ha rivenduto senza nemmeno cercare la plusvalenza: allo stesso prezzo a cui aveva acquistato, più le spese notarili. Zero affare, e in più la necessità di sgombrare l'appartamento e traslocare in una nuova sede.
Ricapitoliamo cosa è avvenuto: la società sportiva del partito di Fini, guidata da un finiano doc e amministrata dal signor Zaccheo, si compra la sede e dopo appena otto giorni la rivende alla figlia di un finiano doc, che è pure nipote del venditore.
Mistero nel mistero. Nel 2007 i Ds, sospettando qualcosa, rivolsero una interrogazione al ministro Giovanna Merlandri sia alla Camera sia al Senato. La Melandri non rispose mai. E gli interroganti misteriosamente ritirarono la domanda in contemporanea, il 4 ottobre 2007. E così rinunciarono a capire di più della più straordinaria apologia del conflitto di interessi che si ricordi in questi anni.