La morte eroica di Luigi XVI

Pubblicato il da Andrea Di Nicola

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Venerdì 28 gennaio 2011, alle ore 21, presso la “Sala Tondini” - Centro Civico di Villa Verucchio - Via Casale n. 117, verrà presentato il libro di Emiliano Procucci “Il Re Martire. Vita, passione e memorie di Luigi XVI di Francia (Il Cerchio, Rimini 2010). Parteciperà l’Autore.

 Il 21 gennaio 1793 Luigi XVI moriva sul patibolo per mano dei rivoluzionari francesi. Tra le accuse mossegli anche la sua ferma intenzione di ristabilire in Francia il culto cattolico. Coloro che lo imprigionarono e lo uccisero lo fecero in odio alla sua religione; fu per questo motivo che, subito dopo la sua morte, l’opinione pubblica francese gli attribuì il soprannome di Re Martire.

In questo saggio, attraverso i resoconti dei testimoni diretti della sua prigionia e della sua morte, le testimonianze dei suoi stessi carnefici e altri documenti storici inediti in Italia, come la Dichiarazione che il Re indirizzò ai Francesi alla sua partenza da Parigi, il 20 giugno 1791, e infine il Testamento, si vuole restituire un’immagine diversa di questo sovrano da quella diffusa dall’oleografia rivoluzionaria: non mostro sanguinario o monarca inetto privo delle qualità necessarie per esercitare il difficile mestiere di Re, ma uomo dotato di grande dignità, di una profonda spiritualità, di infinito zelo per gli interessi del suo popolo nonché di una non comune fermezza di carattere.

 

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B
<br /> Premesso che ogni morte merita rispetto, un paio di riflessioni: Luigi XVI perse il trono a causa della sua incapacità nel leggere gli eventi; la crisi economica, sociale e morale dello suo<br /> superindebitato stato sollevarono il popolo affamato, gravato da tasse e balzelli contro i privilegi di una ristrettissima, costosissima e parassitaria Casta.<br /> E' chiaro che venne eliminato per pura ragion di stato, come epilogo di quasi tutti i putsch.<br /> Farlo martire poi, non è che tra un po ci si prova con "il vile Sciaboletta".<br /> <br /> <br />
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