Montezemolo, le Ferrovie e i poveri cristi

Pubblicato il da Andrea Di Nicola

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E' finita su tutti i giornali l'avventura (ah ah! ma dai!)  di Luca Cordero di Montezemolo, arrivato in ritardo all'hotel Sheraton di Padova per la giornata "Ricerca, l'Italia che merita". "Mi avevano detto che forse c'era la nuvola islandese e allora abbiamo deciso di venire in treno invece che in aereo. Sono partito alle 7.30 e il treno ha avuto un'ora di ritardo". Poi ha aggiunto: "Sui treni di sicuro ci vuole concorrenza, per permettere ai cittadini di scegliere servizi migliori. Partire alle 7.30 e arrivare alle 12.00 è come andare a New York. D'altra parte, una volta si diceva che la concorenza è l'anima del commercio... Con la concorrenza migliorerà il servizio, e quindi ben venga".

A noi poco importa se le Fs hanno detto che «il ritardo registrato dal convoglio di Trenitalia sul quale viaggiava Montezemolo poco aveva a che fare con la concorrenza perché era stato determinato da un problema dell`infrastruttura e non del treno: qualsiasi altra impresa ferroviaria quindi, oltre a Trenitalia, ne sarebbe stata penalizzata».

Il problrma, infatti, è un altro: quante volte finiscono sui giornali le avventure dei poveri cristi che viaggiando su Eurtostar e Tav giungono a destinazione copn ore di ritardo perdendo coincidenze e voli aerei? Decisamente poche: ormai i ritardi dei convogli fanno notizia solo se coinvolgono i vip.

E comunque Montezemolo la smetta con quella mosca sotto il naso. E invece di lamentarsi chieda scusa agli italiani e pensi a quale servizio vorrà offrire al Paese con la sua iniziativa ferroviaria. Proprio per colpa sua qualche giorno fa ben 36 convogli Trenitalia hanno accumulato fortissimi ritardi a causa di un treno della società di Montezemolo, la NTV, impegnato in un test sulla linea Roma-Firenze: continui stop e rallentamenti per malfunzionamenti vari, con pesanti ripercussioni sui treni delle Fs che seguivano e conseguenti disagi a migliaia di utenti.

(a.d.n.)

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