Meglio Villari che Fini...

Pubblicato il da Andrea Di Nicola

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di Andrea Di Nicola

Fini non è Villari. Magari lo fosse. Si sarebbe dimesso da un pezzo. Invece no, rimane attaccato alla poltrona della presidenza della Camera sicuro, a quanto pare, che da lì potrà tentare in tutti i modi - e al m,eglio - di sgambettare Berlusconi. Che pena vederlo, durante il dibattito sulla fiducia-sfiducia del 14 dicembre, mentre dal suo scanno telefonava a Bocchino per sollecitare il rientro in aula di qualche parlamentare per il voto. Che pena vederlo mentre i deputati davanti a lui scorrevano per dichiarare o negare l'adesione alla mozione antigoverno che i suoi uomini avevano presentato...

Ma sì, Gianfranco non ha nulla di Riccardo. Anzi dimentica persino le parole che lui stesso. il Gian-fregnone come lo ha chiamato Dagospia, rivolse a Villari che non si dimetteva dalla presidenza della Commissione di vigilanza Rai alla quale egli era stato regolarmente eletto.

Il bravo Gianfry, Gian-Elisabetto come lo chiama sempre Dagospia, allora ebbe parole severe contro Villari: «Faccio appello al senatore Villari perché sacrifichi le ragioni giuridiche che certamente ha, in quanto regolarmente eletto Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, sull'altare della responsabilità politica» affermò in una nota il presidente della Camera. «La volontà di maggioranza e opposizione di convergere sul nome del senatore Zavoli deve indurre il senatore Villari a rassegnare le dimissioni per garantire piena funzionalità alla Commissione, dimostrando così di avere un rispetto per le istituzioni assai più apprezzabile di qualsivoglia valutazione meramente formale» (il Giornale, la Repubblica, L'Unità 21 novembre 2008). 

Parole severe che, visto che Villari non mollava, si trasformarono in minacce di sciogliere d'autorità la stessa Commissione (vd. la Repubblica 18 gennaio 2009). E le minacce divennetro realtà: «Alla fine sono stati Gianfranco Fini e Renato Schifani a staccare la spina a Riccardo Villari. I presidenti delle Camere, forti del parere raccolto stamattina dalle Giunte per il regolamento, hanno sciolto la commissione di Vigilanza inviando a tutti i componenti una lettera di revoca della loro nomina. Una decisione resa necessaria per «risolvere una non più sostenibile situazione di paralisi dell’organo parlamentare» (La Stampa 22 gennaio 2009).

Se per sloggiare uno regolarmente eletto si può sciogliere l'organismo presieduto, dai Berlusca... sciogli la Camera così Gian-menefrego (sempre Dagospia che ribattezza) se ne va a casa. Dove? Logico: da Montecitorio a Montecarlo.

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