Galbiati indagato: c'è giustizia anche per me

Pubblicato il da Andrea Di Nicola

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di Andrea Di Nicola

Il tempo è galantuomo e mi ha reso giustizia.

Avevo da un mese assunto la direzione di un quotidiano (Rieti Oggi Nuovo) e feci una rischiosa indagine giornalistica, oggi la chiamerebbero dossieraggio o killeraggio, su un congruo numero di delibere della Asl Rieti (della quale era direttore generale Giorgio Galbiati) che a mio parere, ma anche a parere di esperti della Cisl che avevo consultato, puzzavano di bruciato. C'erano anche alcune delibere che riguardavano una certa società informatica...

Pochi giorni dopo l'uscita dell'inchiesta, l'editore del giornale Giuseppe Ciarrapico, invece di essere contento per l'aumento delle copie vendute, mi chiamò e  mi diede il benservito. Più che la verità a dominare è sempre il rapporto personale, pensai, e me ne andai senza aprire vertenze e, nonostante il fatto fosse noto a tutti i colleghi di Rieti, senza ricevere solidarietà alcuna. Nemmeno da tutti i collaboratori che avevo chiamato a lavorare al giornale.

Solo Francesco Storace, severo guardiano della cosa pubblica, volle sapere da me cosa era successo e a lui consegnai le carte che avevo in mano a cominciare dalle copie delle delibere. "Se quello che affermi è vero, tra due mesi Galbiati andrà a casa", mi disse Storace. Dopo due mesi Galbiati non era più direttore generale della Asl di Rieti.

Oggi la notizia. Un avviso di garanzia in cui viene ipotizzato il reato di corruzione è stato notificato dai carabinieri della Compagnia di Viterbo a Giorgio Galbiati, ex direttore generale della Asl di Rieti e poi, per volontà della giunta regionale Marrazzo, commissario straordinario della Asl Roma H. Secondo la procura della Repubblica di Viterbo avrebbe ricevuto tangenti, 2mila euro al mese dal 2002 al 2005 dalla Isa, una società informatica con sede a Viterbo. Con la stessa accusa, il mese scorso, era stato arrestato Luciano Mingiacchi, successore di Galbiati alla Asl Roma H.

Galbiati, tra l'altro, è uno degli esperti nominati dal governo italiano per la razionalizzazione, il monitoraggio, l'appropriatezza e l'efficacia della spesa farmaceutica. In precedenza era stato direttore responsabile delle banche e delle finanziarie estere dell'Eni, tesoriere dell'Iri Holding.

Sapevo di essere nel giusto quando accusai Galbiati e mi rifiutai di fare retro marcia con la mia inchiesta. Ora sono ancora più orgoglioso di non aver ceduto alle pressioni. Restai senza lavoro. Chi lo prende un giornalista cacciato? Meglio però stringere la cinghia che dover mangiare tenendo il capo chino per la vergogna.

 

 

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