Fini e gli affari della "suocera"
di Andrea Di Nicola
Questa sera il bravo Gianfranco Fini sarà a "Porta a Porta" ospite di Bruno Vespa. Dopo "In 1/2 ora" con l'Annunziata e "Ballarò" con Floris, eccolo di nuovo. A quando una apparizione anche durante le previsioni meteo?
Ma di che parlerà il buon Fini? Dei rapporti fra lui e Berlusconi certamente; e dirà tutto da capocorrente, lui che pensando a una sconfitta della Polverini non è andato in piazza San Giovanni a Roma affermando che le "istituzioni" (leggi Berlusca) non devono fare attività politico-partitica. Alla faccia!
Ma dirà anche altro, e cioè che il Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi, sguazza nel fango raccontando gli affari che fa la suocera (di Fini) con la Rai (di Stato).
A parte il fatto che se qualcuno sguazza nel fango (o come aggiunge Fini anche nella m...) qualcun altro deve pur avercelo messo nella bagnarola, meravigliano almeno due cose: primo, che Fini se la prenda con Vittorio Feltri (che ha solo ripreso una ghiotta notizia) ma non chi quella notizia l'ha pubblicata per primo (Dagospia, il sito che tutto è tranne che berlusconiano e di centrodestra); e secondo che Fini non ci faccia sapere se quella è vera o falsa. Una dimenticanza di non poco momento per uno che accusa un giornale di sguazzare nel fango.
Ha scritto Dagospia che all'interno del contenitore pomeridiano di Rai Uno condotto da Caterina Balivo, c'è un programma appaltato in esterno dal titolo "Per capirti", che mamma Rai acquista al prezzo di 8.120 euro a puntata (che, è calcolato, per 183 puntate, fa la bella cifra di 1 milione e 485 mila euro). "Per capirti", è spiegato, nella fascia oraria in cui viene trasmesso (intorno alle due del pomeriggio), fa ascolti anche decenti : 1.800.000 spettatori, con il 12% di share.
Anche "Il Fatto quotidiano" di Travaglio aggiunge qualche cosa sulla signora Frau, cioè la mamma della Tulliani a sua volta "compagna" di Fini e già frequentarice dei Gaucci. Leggiamo insieme:
"Resta il fatto che quell'appalto esterno è stato aggiudicato alla Absolute Television Media (conosciuta anche come At Media), posseduta per il 51% da Francesca Frau, mamma di Elisabetta Tulliani e quindi "suocera" del Presidente della Camera. La società, può documentare Il Fatto Quotidiano, è nata appena nell'estate del 2009, con un capitale di 10mila euro, 5.100 dei quali sottoscritti dalla signora Frau.
L'azienda (che ha anche un sito internet all'indirizzo web www.atmedia srl.com) è domiciliata presso lo studio del commercialista Luciano Fasoli (che risulta esserne l'amministratore unico), professionista che si segnala già molto vicino a Maurizio Costanzo L'altro 49% dell'azienda è di una società, la Immediate Group S.r.l., posseduta quasi interamente (8.500 euro sui 10mila di capitale) dall'imprenditore salernitano Matteo Fiorillo. E per il resto dal giornalista milanese Roberto Quintini, una lunga carriera anche come autore e produttore tv (che ha sottoscritto quote per mille euro) e da Francesca Rogano (che ha contribuito con 500 euro). Amministratore unico di Immediate Group è Carlo Sanna. Interessante è l'indirizzo in cui ha sede la società "At Media" : al terzo piano di viale Mazzini 114/a, a dieci metri dagli uffici Rai (che sono giusto di fronte, al civico 114), ma non solo. Allo stesso indirizzo, viale Mazzini 114/a è ufficialmente domiciliata anche anche la società Giant Entertainment S.r.l. che fa capo a Giancarlo Tulliani, fratello di Elisabetta, finito nei mesi scorsi sotto i riflettori proprio per un appalto guadagnato in Rai.
Il programma, "Italian Fan Club Music Award's", da lui prodotto, non fu propriamente un successo. Nel dicembre scorso, fu ancora il sito Dagospia a tirar fuori il nome del fratello di Elisabetta, affermando "che proprio in queste settimane sta cercando di chiudere contratti vantaggiosi con la Rai Uno di Mauro Mazza direttore di Rai Uno".
E Panorama (15 gennaio 2010) aggiunge altri particolari sugli affari della famiglia Tulliani. Sentite questa.
"Non è bastata una ex hostess a far decollare Check-in: il nuovo varietà di Raiuno con Daniela Martani, già «pasionaria» della vertenza Alitalia, si è fermato alla prima parte del numero zero, andata in onda il 5 gennaio dopo le 23. Cancellata invece la seconda, prevista per il 12. Gian Carlo Nicotra alla regia, sketch a raffica e ballerine procaci, Check-in non è sopravvissuto alla brutale stroncatura del critico televisivo Aldo Grasso sul Corriere della sera e allo share non entusiasmante.
«Non ci strappiamo i capelli: era una puntata sperimentale che alla tv di Stato, oltretutto, non è costata un euro» minimizza Claudio Azzalini, capostruttura di Raiuno. A Panorama risulta, invece, che per il flop Martani la società di produzione romana At media ha firmato con Viale Mazzini un contratto di 120 mila euro. Iva esclusa".