Chi è più importante: Dio o Israele?
Chi è più importante: Dio o Israele?
La risposta – secondo il politically correct – non può essere che una: Israele. Già, perché il ministro della giustizia tedesco Brigitte Zypries ha detto che il suo paese potrebbe emanare un mandato di arresto contro il vescovo Richard Williamson che in diverse circostanze ha "negato" l’Olocausto. La Zypries ha spiegato che Williamson, infatti, avrebbe espresso le sue convinzioni negazioniste pubblicamente e sul suolo tedesco. Il riferimento è a un’intervista alla televisione svedese registrata in Germania. In Germania come in diversi altri paesi Ue negare l’olocausto è un reato. Durante l’intervista Williamson aveva sostenuto che la tesi per cui sotto il razzismo fossero stati uccisi 6 miloni di ebrei era un’esagerazione.
Non basta.
Il commissario europeo alla Giustizia, libertà e sicurezza, Jacques Barrot, ha avvertito oggi il vescovo lefebvriano britannico Williamson che negare la Shoah è un reato in diversi Stati membri, secondo i loro ordinamenti nazionali, anche se non è ancora in applicazione la "decisione quadro" Ue sulla lotta al razzismo e alla xenofobia mediante il diritto penale, approvata dal Consiglio il 18 novembre 2008.
Una domanda sorge spontanea aldilà della verità dei fatti storici: perché non è reato negare l’esistenza di Dio mentre è reato negare la Shoah? Perché per negare Dio si può ricorrere al diritto alla libertà di pensiero, mentre allo stesso diritto non ci si può appellare in caso di Shoah?
Non sto qui negando la sorte subita dagli ebrei sotto il nazismo. Per carità, ci mancherebbe. Anzi, sulla sorte degli ebrei raccomando la lettura di un libro di un partigiano francese “ospite” di un campo di sterminio, Paul Rassinier, intitolato “La menzogna di Ulisse”, nel quale si esprimono alcuni dei dubbi di monsignor Williamson.
Quello che invece voglio segnalare è il fatto che c’è un regime di terrore culturale – come si legge in un bel saggio di Aldo Mola – che va denunciato: si moltiplicano i casi di studiosi (e di altri non studiosi) perseguiti perché violano leggi che prestabiliscono ciò che è vero e ciò che è falso. Oggi nella quasi totalità degli Stati, c’è chi pretende di legiferare su ciò che è vero e su ciò che è falso, e guai a chi dovesse osare un’uscita fuor del seminato: anatema e pene gravissime lo attendono. Anche per una semplice intenzione.