Mameli, Marchisio e Roma ladrona... e non solo...
di Andrea Di Nicola
Dell'Inno di Mameli ci siamo già interessati nell'agosto 2009 con il post "A proposito di inno nazionale, quanto rumore per nulla! " con il quale esortavamo a non far troppo rumore per le boutades di Bossi e compagni su quello che, ripetiamo, NON è l'inno nazionale.
Torniamo ora sull'argomento ma non per comnmentare le uscite leghiste fatte per monetizzare un dissenso politico, ma per cennare all'epiteto, vero o presunto, che il giocatore di calcio Marchisio avrebbe pronunciato mentre cantava il presunto inno di cui sopra. Cosa avrebbe cantato Marchisio? Dopo "schiava di Roma" avrebbe aggiunto una sola parola: "ladrona".
E' venuto giù il mondo. Fuori Marchisio dalla Nazionale, ha offeso Roma e la Patria, deve fare ammenda ecc. ecc, con una foga generale degna di miglior causa.
Se qualcuno dice Palermo (o Sicilia) mafiosa, nessuno fiata; se un altro se ne esce con Calabria terra di 'ndrangheta, non si ode uno strillo; e se un terzo strilla Napoli camorrista, tutti buoni e cheti. Perché? Non hanno Palermo, Sicilia, Calabria, Napoli la stessa dignità di Roma? O Roma è più "degna di dignità" degli altri perché capitale?
Suvvia... Tutto questo clamore su Marchisio mi sa tanto di fuffa.
D'altra parte ha aggiunmto solo una parola... Anche se questa sola e unica parola ha permesso di riempire articoli da parte di tanti colleghi che di parole a sproposito a quel canto mameliano ne aggiungono eccome!
Un esempio? Eccolo, e lo traggo dal solitamente preciso Giornale di Feltri. E' nell'articolo che Marco Zucchetti ha dedicato proprio a Marchisio.
Per ben due volte Zucchetti scrive: "che è schiava di Roma" presupponendo quindi una virgola con la frase successiva "Iddio la creò". Il buon Zucchetti ha aggiunto un "è" di troppo. La frase dell'inno di Mameli infatti recita, riferendosi all'Italia: "che schiava di Roma Iddio la creò", dove schiava di Roma è complemento predicativo dell'oggetto.
Se Marchisio fa scalpore, non dovrebbero farlo anche coloro che aggiungono altre parole a un inno senza farlo diventare più bello?