IdV... una domanda impertinente
di Andrea Di Nicola
Se Totti dice a Balottelli "Negro di m...", la levata di scudi contro la discriminazione è generale e il capitano della Roma è messo alla gogna per un dire (e un fare) che certamente sportivo non è.
Se però Balottelli o qualche altro dice "Romano di m...", tutti tacciono, nessuno s'indigna, nessuno grida alla discrimanzione.
Adesso, e la cosa tempo fa finì anche in un'aula di Tribunale, è considerato razzista anche il termine "negro" che io invece continuerò a usare tranquillamente perché, cavolo!, nessuno muove un dito se si bestemmia per strada mentre è pronto a menar le mani se non si usano termini politically correct. Bisogna dire "di colore", ha tuonato un giudice italiano. Al che giustamente l'imputato ha ribattuto. "E che, il colore non ce l'ho pure io? oppure sono scolorito?".Ma andiamo oltre perché c'è un.fatto discriminatorio che non ha mosso le coscienze dei paladini dell'anti-discriminazione.
E' successo nella rossa Bologna, dove le discriminazioni non dovrebbero trovare ospitalità, e vede coinvolto il partito di Antonio di Pietro che di valori... se ne intende! Ebbene, Silvana Mura, braccio destro a Bologna dell'ex Pm di Mani pulite, ha scaricato l'assessore provinciale Maura Pozzati (donna) e l'ha sostituita con il coordinatore del partito Giuseppe De Biasi (masculo).
Un caso di discriminazione frutto di mascilismo? Peggio: l'assessore alla Cultura Pozzati è stata sostituita, si legge nelle motivazioni, perché essendo mamma non avrebbe avuto il tempo di seguire tutte le deleghe!
Una domanda sorge spontanea: ma l’Italia di Di Pietro, coi valori, che c’azzecca?